CatalogArt La prima biblioteca digitale d'arte collegata ad una banca dati


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Catalogart è a disposizione con i suoi esperti e storici dell'arte per approfondite ricerche nel campo dell'arte dell'Otto - Novecento sia nella banca dati Catalogart sia nella propria biblioteca o in altre biblioteche collegate.

Trasposizione su supporti informatici di cataloghi di mostre e rarità bibliografiche sull'arte dell'Otto-Novecento.

La moderna storiografia dell'arte è da tempo impegnata nel recupero dei cataloghi delle Mostre e delle Esposizioni d'arte, che dall'unità d'Italia in poi hanno animato la vita artistica e culturale nelle varie città.
Tali manifestazioni, emanazione di enti ed associazioni diverse, con statuti e finalità diverse, sono oggi opportunamente considerate dagli studiosi come momento decisivo per tracciare un profilo storico-critico dell'arte del nostro tempo e conseguentemente i cataloghi delle stesse sono rivalutati come fonti primarie della storia dell'arte.
Chiunque si occupi dell'arte di questo periodo sa che oggi in nessuna biblioteca italiana è possibile consultare nel loro insieme questi repertori e d'altro canto i responsabili di biblioteche pubbliche conoscono la difficoltà di reperire e conservare questi rari opuscoli, i quali, realizzati su supporti cartacei friabilissimi e privi di rilevanza grafica, rischiano di scomparire sommersi dalla valanga di materiali cartacei, fra i quali non sempre è agevole distinguere ciò che è prioritario recuperare e conservare. (1)

Riconosciuta l'importanza di questo materiale, vale la pena di considerare le ragioni della sua scarsa fortuna editoriale.

Fra le tante due si impongono con maggior evidenza. La prima e fondamentale ragione, che potremmo definire di natura ideologica, è la relativa considerazione di cui ha goduto e gode, nonostante tutto, l'arte italiana di questo periodo (basti pensare che per vedere la mostra di un artista come Michetti siamo giunti alle soglie del duemila e per una famiglia di artisti come i Palizzi si è appena avviata una rilettura dell'opera, che tenga conto della loro posizione nell'ambito della cultura italiana ed europea).
Resta il fatto che ancora oggi docenti di accademie storiche ritengono normale saltare a piè pari questo periodo della storia dell'arte, ignorare cosa siano e come siano sorte le Accademie, perché e con quale finalità siano state fondate le Società Promotrici, quale sia stato il ruolo che esse hanno svolto nelle battaglie contro l'accademismo, attraverso quali contrasti si siano evolute ed involute fino alla normalizzazione, conseguente alla strutturazione gerarchica delle esposizioni imposta dal regime fascista.
La seconda ragione, di natura essenzialmente pratica, è costituita dalla rarità e dalla conseguente difficoltà di reperimento di questi opuscoli, nonché dalle perplessità sull'esito editoriale di una riedizione anastatica già di per sé poco attraente.
Come noto, si tratta di materiali la cui struttura grafica piuttosto eterogenea risulta poco accattivante per il grosso pubblico e, a volerne migliorare la veste editoriale con immagini, si porrebbe comunque il problema di operare una scelta iconografica coerente fra le migliaia di opere citate. Partendo da queste considerazioni e valendosi delle possibilità offerte dalle tecnologie informatiche, Catalogart ha dato avvio dal 1990 al suo progetto "Dalla rarità bibliografica alla banca dati", consapevole di assumersi un compito non facile, ricercando e ricomponendo sul piano virtuale ciò che è fisicamente diviso e sparso in varie biblioteche pubbliche e private, dando al contempo un contributo alla soluzione di problemi conservativi e di consultazione che spesso assillano le biblioteche pubbliche.

Concretamente si è trattato di trasferire tutti i dati contenuti nei singoli cataloghi in un database strutturato in modo da contenere tutte le possibili informazioni, comprese le immagini ed i testi, e di realizzare un programma di gestione semplice ed intuitivo.

In questo modo agli studiosi è stata offerta la possibilità di rivisitare virtualmente esposizioni storiche, organizzando percorsi tematici e cronologici particolarmente stimolanti. Come facilmente intuibile, il sistema, che ha come unità minima una scheda identificativa dell'opera, dalla quale è possibile risalire al catalogo ed ai suoi contenuti testuali, può espandersi ed in effetti si espande coinvolgendo archivi, biblioteche, gallerie d'arte, facoltà di storia dell'arte, sovraintendenze, enti normalmente depositari di dati, informazioni e documenti relativi alle opere ed agli artisti.

Oggi, con una banca dati costituita da 180.000 opere schedate, 6.500 note biografiche e autobiografiche e centinaia di rari volumi la Catalogart costituisce un punto di convergenza e di scambio di tutta una serie di informazioni che, provenienti da istituzioni diverse, si collocano in maniera organica all'interno del progetto, aprendo nuove prospettive sia sul piano della fruizione che su quello dell'integrazione dei dati.
 
(1) I cataloghi di mostre ed esposizioni su cui si incentrano le nostre ricerche ed i nostri progetti (Società Promotrici, Sindacali fasciste, Esposizioni presso gallerie storiche, ecc... ) sono costituiti per lo più da pochi fogli con l'elenco degli artisti espositori, delle opere e rari contenuti testuali: elenco dei soci, consiglio direttivo, presidente ed altre informazioni inerenti lo statuto ed i premi nonchè qualche nota relativa agli artisti espositori.
Questi cataloghi si presentano in una veste povera, scarsamente illustrati e forse proprio questo carattere minimalista ne ha favorito la dispersione e costituisce la principale causa della loro rarità.
Pubblicati con cadenza annuale, in occasione delle esposizioni e con i fondi del sodalizio, rappresentano una straordinaria testimonianza del fermento che ha caratterizzato questo periodo di convulse trasformazioni, nel momento in cui le committenze assumono nuove fisionomie e diventa impellente da parte degli artisti la necessità di autopromuoversi.
Letti nel loro insieme questi opuscoli offrono una quantità di informazioni che dall'esame dei singoli cataloghi non emergerebbero: basti considerare l'importanza delle presenze nei Comitati e Giurie, il tono delle relazioni, il rapporto numerico fra artisti e amatori nei consigli d'amministrazione, gli statuti, tutti elementi che, seguendo uno sviluppo diacronico, evidenziano variazioni che assumono per lo storico particolare importanza, in quanto finiscono con l'essere in relazione diretta con la partecipazione alle esposizioni di gruppi o di singoli artisti e danno giustificazione delle polemiche talvolta vivaci che accompagnavano la selezione delle opere da esporre.